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Alkermes… il diabolico liquore dei conventi… nel podere di Maremma…

Liquore Alkermes Alchermes farmacia Santa Maria Novella
Liquore Alkermes Alchermes farmacia Santa Maria Novella

La Toscana è una terra strana… Malaparte ne aveva evidenziato molte caratteristiche particolari, ma le genti e le storie che nascono qui non cessano mai di stupire… Le conoscenze magico-officinali di certi monasteri sperduti nel nulla (pur essendo ad un quarto d’ora dall’autostrada…) passano per i circoli e per i caffè degli artisti anarco-sinistrosi della Firenze dei primi del “900, per essere portati sino alla sdegnosa Siena e da qui finire nelle mani di una principessa romana…e nello stomaco di un cacciatore di lupi…

La Toscana è una terra strana … piena di famiglie di toscani… io faccio indubbiamente parte di una tipica famiglia toscana. Per “tipica famiglia toscana” intendo una accozzaglia assai ben assortita di genti del popolo e nobili di vari livelli che sembrano aver trovato una perfetta maniera di fondere i tanto diversi spiriti e stili di vita.

Una nonna, Tava, viene da Voghera, famiglia di salumieri, alto-borghese “figlia di arricchiti di guerra” stando alle notizie che i Carabinieri fornirono all’allora pretendente che poi divenne mio nonno.
Questo nonno era di nobile famiglia fiorentina, Santucci, con “tomba in Santa Croce”, aviatore durante la guerra, si accaparrò, con uno stile ed una faccia tosta degni di “Ufficiale e gentiluomo”, la borghese di cui sopra… Ma questa è un’altra storia… quello che qui ci interessa è il ramo maremmano della famiglia.

La nonna maremmana, Asia Grazioli… la leggenda familiare vuole che sia discendente della famiglia Grazioli di Roma (si, quelli del famoso palazzo…)… la Principessa antenata era venuta giovanissima in Maremma in visita alla tenuta dei Torlonia e qui si era perdutamente innamorata, al punto di volerlo sposare, del rusticissimo, plebeissimo, più avvezzo ai cignali che alle principesse, ma evidentemente assai aitante, guardiacaccia della tenuta…, ovviamente diseredata e felicemente diventata “contadina”…

Bene, questa nonna Grazioli manifestava, anche in età avanzata, appunto un fisico tutto diverso dalle contadine di stirpe maremmana, a certa testimonianza della sua altra discendenza… occhi color ghiaccio, il viso ovale, i capelli lisci e lunghissimi e neri, pelle sottile e delicata, forme importanti da donna in gioventù di certo prosperosa…
Il nonno, Ardito (Omen Nomen…) un contadino maremmano di quelli “duri e puri”, capello biondo a spazzola, occhi azzurri, viso bruciato dal sole, italica eterna canottiera, bicipiti possenti (mi impressionava toccarli quando mi teneva in braccio da piccolo), uomo dalle colazioni possenti a base di pappardelle col cinghiale alle otto del mattino (ovvero dopo oltre quattro ore di lavoro nei campi…).

Tornando alla nonna Grazioli, lei era invero specializzata in piatti salati, responsabile soprattutto delle immense tavolate per le battiture, ed invece una zia, la Romelia, era “quella dei dolci”… però un ingrediente assai particolare di alcuni di questi dolci (“rotolo”, crostata con ricotta e zuppa inglese) era autoprodotto dalla nonna Asia: l’Alkermes!!!
Già, questo raro e sofisticato, specie per la Maremma contadina di quei tempi, meraviglioso ingrediente che dava una vivacità ottica ed aromatica unica a quei dolci e soprattutto un’aura di “lusso” e “nobiltà”, se lo faceva al podere la nonna…

La ricetta e gli ingredienti avevano seguito, come da tradizione familiare (e verrebbe da dire, toscana…), una tortuosa via da Firenze fino a Siena e da qui in Maremma…
Un’altra zia, Edwige (come si evince dal nome, altra nobile…) era senese, una di quelle donnine “molto senesi”, con l’aria sempre un po’ distaccata, eternamente profumata di lavanda (dei Mazzei, per carità…)… frequentava gli intellettuali snob dei caffè e dei salotti fiorentini… qui aveva conosciuto, insieme con il concorrente Assenzio, sia l’Alkermes della Farmacia di Santa Maria Novella che quello dei frati di Monte Senario (tutt’oggi in “diatriba” su chi ne sia il più legittimo autore…)… come molte nobili “moderne”, la zia Edwige amava anche cimentarsi nella preparazione di medicamenti, manicaretti e liquori… soprattutto si relazionava con il ramo maremmano della famiglia ogni volta che si trattava di mangiar bene, in un reciproco gusto scambio… quindi a Firenze si riforniva delle rarissime spezie necessarie alla preparazione del liquore nei mitici ed ormai persi nella notte dei tempi e dei fast food, negozi di “articoli coloniali”, e nelle sue frequenti visite alle proprietà e parenti di Maremma, portava i misteriosi sacchetti alla nonna Asia.

Non era una famiglia dove si bevessero liquori, e quindi nemmeno si producevano (l’Alkermes era semplicemente un ingrediente per i dolci…), si stava assai sul vino, o meglio, sul vino fatto dal nonno Ardito, che era naturalmente il più buono del mondo: al matrimonio ad Arezzo di mio padre fu servito a questo nonno del Brunello di Montalcino… ebbe a commentare che “Questo vino è buono, non discuto…ma il mio è meglio!”… quindi, in questa casa di assuefatti ad un potentissimo Morellino di Scansano o ad una Malvasia quasi medicinale per quanto alcolica, come glielo facevi bere l’Alkermes (difficile persino da pronunciare…)… una roba dolce da fare schifo… però adatta, appunto, a fare dei dolci… come nelle case dei signori!!!

Con quel sangue profumato la zia Romelia poi si esibiva in veri capolavori: il “rotolo” (che poi ad Arezzo chiamiamo invece Gattò) diventava una girandola multicolore tra il rosso del liquore, i gialli (lucente uno, opaco l’altro) di crema e pasta, il nero del cioccolato ed il bianco superficiale dello zucchero a velo… le crostate di ricotta perdevano quell’aspetto rustico e vagamente scialbo, giallino-biancastro da dolce di forno di paese, per diventare dei mari di pasta finemente lievitata ove al taglio, che si trasformava in una specie di scavo archeologico, si rinvenivano delle isole di un rosso intenso ai bordi e di un rosa magico e succoso all’interno… con quel liquore “venuto da Firenze” la Zuppa Inglese, assai poco conosciuta in Maremma, e che la zia Romelia faceva molto liquida, da vera zuppa al cucchiaio, mostrava tutte le sue venature vermiglie sulla crema giallo intenso con un orgoglio tutto suo…

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Marco "Doctor Tuscany" Tenerini

Professionista consulente Marketing Food & Wine anni prima di Facebook, coniugo marketing digitale e tecniche tradizionali. Da Export Manager ho venduto 1.500.000 bottiglie all'anno e visitato 36 paesi. Oggi aiuto le aziende alimentari e vinicole nel web marketing e nella comunicazione commerciale. Creatore del primo sistema di e-commerce Food in Italia, vincitore del Golden Triangle per i migliori siti food. Ho insegnato in Università e Scuole Superiori e scritto il libro "Guida al corretto Business in rete per le imprese" (Ed. Adiconsum). Storyteller in "Storie di Piatti" (Ed. Regione Toscana) per EXPO 2015. Esperto di cucina, vini, fotografia del Food e paladino del made in Tuscany. Marketing emozionale e concretezza commerciale: da Stilista di Moda, porto nella consulenza fantasia, passione e sguardo al futuro… da Tenente dei Carabinieri, organizzazione, senso etico, serietà... e la cravatta!