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The Wine Spectator TOP 100 Winemaking Team… il Castello di Querceto ed i François… Parte 2…

Bene, lunga introduzione, necessaria a darvi un’idea di che aria tira al Castello di Querceto… che si trova in quelli che oggi chiamano i Monti del Chianti, ma che sono più che altro colline, forse un po’ più scoscese di altre, che arrivano al massimo a qualcosa meno di 700 metri sul mare… comunque con un microclima assai particolare, piuttosto aspre nel profilo e piene, oltre che di vigne, di boschi, pieni a loro volta di cinghiali (o meglio, alla toscana, “Cignali”, che poi hanno molto a che fare con la storia del Castello di Querceto…).

La famiglia che oggi possiede il castello è quella dei François, i Marchesi François (anche se tutti gli appartenenti appunto alla famiglia non amano sbandierare il titolo, preferendo un elegante basso profilo da pratici gentiluomini di campagna…) venuti in Toscana attorno al 1740 al seguito del primo Granduca di Toscana, avevano evidentemente a che fare con il vino anche quando stavano in Francia, tant’è che cominciano subito a produrne anche in questo nuovo possedimento dove ricostruiscono la villa sopra le rovine di quello che era stato un castello longobardo (a sua volta eretto sui resti di quello che era un accampamento di sorveglianza postale romana…).

Un Alessandro François (che poi è il nome anche dell’attuale capofamiglia…quello dagli occhi azzurri…) fu un famoso archeologo, evidentemente interessandosi di sassi anche diversi da quelli delle vigne…sua scoperta il vaso François, forse il più grande cratere greco recuperato praticamente intatto (del 500 a.C.) e soprattutto la grandiosa tomba etrusca detta appunto “Tomba François” di Vulci.

Venendo ai nostri tempi, nel 1911 il Castello di Querceto ha vinto il suo primo premio enologico internazionale e nel 1924 fu tra le 33 aziende fondatrici del Consorzio del Vino Chianti Classico, quello del Gallo Nero.

Oggi il deus ex machina del Castello è di nuovo un Alessandro François: io l’ho conosciuto diciamo “dietro le quinte” lavorando per lui come responsabile marketing e commerciale, soprattutto per l’estero; è un personaggio sicuramente da conoscere, indubbiamente più toscano di tanti altri che sono toscani da più generazioni di lui.

Un ingegnere che ha lavorato a lungo nell’area industriale di Mestre, un giorno, poco più che quarantenne, decide il colpo di testa che segnerà la sua vita (e quella della sua famiglia che nel frattempo viveva felicissima a Milano) e se ne torna quassù (posto allora semidimenticato da Dio e dagli uomini…) deciso a restaurare la villa e a rimettere in seria produzione e commercializzazione l’azienda agricola dei suoi avi, proprio qui in questa strada che sale in curve e controcurve amate dai motociclisti, da Figline Valdarno per sbucare poi a Greve in Chianti.

Posto che parlare di vino con quest’uomo è sempre un’avventura, così come un’avventura la sua vita di oggi… conosce quasi tutti i paesi del mondo, dove è stato a raccontare entusiasticamente della densità di piante per ettaro delle sue vigne, del sistema di allevamento, e soprattutto dove ha fatto assaggiare i suoi vini…

Vini prodotti sicuramente con grandi risultati, riconosciuti dai maggiori esperti del mondo, visto che il vino più classico che produce, la Riserva di Chianti Classico Gallo Nero, è stata per ben due volte nella “esoterica” classifica “Top 100 of the World” della rivista-bibbia-del-vino Wine Spectator…

L’Ingegnere (Sandro per gli amici) ama talmente il suo vino da essere eternamente indaffarato, eternamente energico,… difficile vederlo camminare normalmente, di solito corre, corre talmente che una sera uscendo dalla fiera Vinitaly a Verona (ci stavamo recando a una cena con degli importatori stranieri), aveva in mano due bottiglie di vino, ha preso talmente di corsa il tornello d’uscita che l’ha infilato dalla parte sbagliata e bloccata… carambolando a terra è caduto male, sbattendo il naso contro un tavolo dal bordo tagliente… si è rialzato velocemente in una maschera di sangue che sprizzava dal taglio profondo proprio a metà naso, guardandosi intorno spaesato, quasi disperato, e a noi che stavamo cercando di soccorrerlo le prime parole che ha detto: “Oddio, non si sarà mica rotta una bottiglia di vino?”

Prosegue QUI (Parte 3)

About the author

Marco "Doctor Tuscany" Tenerini

Professionista consulente Marketing Food & Wine anni prima di Facebook, coniugo marketing digitale e tecniche tradizionali. Da Export Manager ho venduto 1.500.000 bottiglie all'anno e visitato 36 paesi. Oggi aiuto le aziende alimentari e vinicole nel web marketing e nella comunicazione commerciale. Creatore del primo sistema di e-commerce Food in Italia, vincitore del Golden Triangle per i migliori siti food. Ho insegnato in Università e Scuole Superiori e scritto il libro "Guida al corretto Business in rete per le imprese" (Ed. Adiconsum). Storyteller in "Storie di Piatti" (Ed. Regione Toscana) per EXPO 2015. Esperto di cucina, vini, fotografia del Food e paladino del made in Tuscany. Marketing emozionale e concretezza commerciale: da Stilista di Moda, porto nella consulenza fantasia, passione e sguardo al futuro… da Tenente dei Carabinieri, organizzazione, senso etico, serietà... e la cravatta!